Interludio, per orchestra da camera
(1936-1937)
Costruito su un materiale tematico ridotto, il pezzo si articola attorno a pochi motivi che vengono variati con grande raffinatezza, alternando tensione orchestrale e momenti più lirici. Il pianoforte, pur presente con una scrittura tecnicamente impegnativa, non assume un ruolo solistico tradizionale, ma si integra come colore timbrico all’interno dell’orchestra, contribuendo a un equilibrio sonoro originale e moderno.